PARROCCHETTO ONDULATO  (Melopsittacusundulatus)

 

 

Il pappagallo ondulato, anche  conosciuto come cocorita, è tra i più popolaripappagalli domestici nonché uno tra i più piccoli in grado di ripetere suoni e parole emessi dall’uomo.

Originario dell’Australia, è l’unica specie appartenente al genere Melopsittacus.

Il colore originario (ancestrale) è verde chiaro; in seguito all’allevamento in cattività e alle mutazioni di  colore sono oggi presenti più di 30 tinte: gradazioni dal bianco al giallo e dall’azzurro al viola.

 

IN LIBERTA’

 

Presenti nell’Australia Centrale, abitano zone prevalentemente aride,  prive di fitta vegetazione;  per questo si nutrono in prevalenza di semi prativi, ma anche di bacche, frutta e vegetali.

Vivono in grandi colonie, composte da centinaia di individui e nidificano nei tronchi cavi degli alberi.

Il  nido viene allestito con piccoli pezzi di corteccia, fili d’erba, piume e altri materiali naturali per renderlo confortevole.

I loro nemici naturali sono i serpenti in grado di catturare gli animali più deboli, giovani o malati, altri uccelli onnivori come le gazze e i cracticus, e altri uccelli carnivori come i rapaci.

 

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Pappagallo di circa 15 -18 cm dalla lunga coda, con peso di 30-35 grammi. Il dorso e l’addome sono verde chiaro (nella forma ancestrale), le ali hanno righe ondulate nere e gialle, le guance presentono macchie blu elettrico mentre la coda è costituita da penne gialle, blu o verdi. Il becco, di colore giallo chiaro, presenta intorno alle narici un’area rilevata priva di penne, chiamata cera. Il maschio adulto ha una cera azzurra; mentre la femmina adulta marrone chiaro. Nei soggetti giovani (fino a quattro-cinque mesi di età) la cera rimane rosa chiaroin entrambi i sessi. Nei soggetti con piumaggio chiaro e negli albini, la cera dei maschi adulti può rimanere rosa chiaro, rendendo il dimorfismo sessuale non più evidente. In questo caso o per essere certi del sesso del pappagallino è possibile utilizzare il sessaggio genetico che avviene tramite l’esame del DNA, estratto da un campione di piume o sangue.

 

 

CURE GENERALI

 

Il pappagallino ondulato ama volare e muoversi: nonostante l’alloggio costituito da una gabbia larga e spaziosa (almeno 60 cm di lunghezza x 50 cm di larghezza e 70 cm di altezza per singolo individuo) è bene far uscire nell’ambiente domestico il pappagallino più  volte al giorno. L’ambiente ovviamente dovrà essere reso sicuro da eventuali pericoli (fuga, eventuali  traumi, annegamenti e ustioni su fonti di calore). La gabbia dovrà essere di forma rettangolare, che gli permetta di muoversi in lungo e in largo; non sono dunque necessarie le gabbie rotonde che limitano la capacità di movimento e di piccoli voli. Molti esperti raccomandano di posizionare posatoi naturali provenienti da alberi non trattati, come alberi da frutto, di nocciola, di salice, tiglio, faggio o betulla per fornire loro l’esercizio di movimento su superficie diverse e di usura del becco.

I posatoi di carta vetrata non sono raccomandati in quanto possono provocare lesioni alle zampe e nemmeno quelli di plastica che, nonostante siano lavabili e riusabili, costringono il pappagallo a rimanere sempre sulla stessa superficie, impedendogli di svolgere l’attività naturale di usura del becco.

Quando acquistate un nuovo pappagallo non pretendete di prenderlo subito in mano e di liberarlo, non è un giocattolo. Sarà spaventato e confuso per il nuovo cambio di ambiente. Dovrete perciò avere pazienza e dargli del tempo prima di conquistare la sua fiducia: collocate la gabbia  in una posizione sopra elevata, in un punto dell’appartamento che frequentate spesso così che il vostro pappagallo vi veda il più possibile e incominci pian pianino a tranquillizzarsi della vostra presenza. Lasciatelo riposare di notte almeno 9-10 ore per simulare il corretto ciclo sonno-veglia che avrebbe in natura e non provocargli ulteriore stress e disturbi comportamentali. Potete addobbare la gabbia con giochi e altri passatempi specifici per piccoli pappagalli; l’importate è che non siano oggetti di metallo che la cocorita potrebbe rompere e ingerire ed avere una grave  intossicazione.

Offrite poi quotidianamente alimenti a lui graditi dalle vostre mani e vedrete che giorno dopo giorno acquisterà sempre più fiducia e salirà sulla vostra mano. Solo dopo questi passaggi sarà possibile portare fuori dalla gabbia per esercizi di volo e di gioco il vostro pappagallino.

ATTENZIONE: Non  collocate la gabbia vicino a finestre e correnti d’aria, né in cucina per possibili fumi tossici provenienti da padelle bruciate (soprattutto quelle in teflon) e altre sostanze pericolose per la cocorita. Attenzione anche alla possibile convivenza con altri animali domestici, come cane e gatto e altri pappagalli di taglia più grande. Vigilate sempre sul vostro animale quando decidete di portarlo fuori dalla gabbia!

 

ALIMENTAZIONE

 

Fondamentale per la loro salute è la dieta che deve essere variegata e non esclusivamente costituita da miscele di semi, che a lungo andare portano a condizioni di malnutrizione e/o obesità. In commercio esistono numerose miscele di semi e spighe di semi per pappagallini ondulati; bisogna evitare quelle con l’aggiunta di coloranti e conservanti e le miscele contenenti semi di girasole e zucca. La razione di semi deve contenere in prevalenza miglio, scagliola, panico, avena e in minima parte lino e canapa. Oltre ai semi offrire sempre e insistere nel far mangiare al pappagallo, frutta, verdura di stagione e anche erbe prative come la piantaggine, il tarassaco o la malva, raccolte lontano da strade trafficate e inquinate. Tutta la frutta può essere offerta al pappagallo ad eccezione dell’avocado che contiene una tossina tossica e non eccedere in agrumi, kiwi e uva. Anche tutti i vegetali si possono somministrare al pappagallo, ad eccezione del prezzemolo, patata cruda, cipolla e aglio.

 

 

 

FRUTTA COMMESTIBILE PER LA COCORITA

VERDURA COMMESTIBILE PER LA COCORITA

Mela, pera, banana, agrumi e kiwi in piccole quantità, caco, melograno, uva in piccole quantità, fragola, frutti di bosco, melone, anguria con semi, ciliegie prive di nocciolo, pesca e albicocca prive di nocciolo, fichi…

Cicoria, tarassaco, valeriana, rucola, radicchio rosso e variegato, lattuga romana, catalogna, finocchio, carote, zucchine, sedano, erbette, spinaci, broccoli, cetrioli, peperoni con semi e peperoncini piccanti con semi…

 

 

 

E’ possibile integrare, come fonte proteica una volta alla settimana piccole quantità di legumi come fagiolini, piselli, ceci, fagiolie lenticchie lessate senza condimenti. I minerali sono elementi essenziali e devono essere forniti quotidianamente sotto forma di osso di seppia, blocchi di minerali o guscio d’ostrica. In commercio ci sono moltissimi complessi vitaminici sia in polvere che in gocce per i diversi stati fisiologici o patologici dell’animale; è raccomandabile consultare il proprio Veterinario prima di darli al proprio animale in quanto un’errata somministrazione può essergli dannosa.

 

Alimenti dannosi per gli uccelli: avocado, prezzemolo, aglio, cipolla, cioccolato, caffeina, bevande alcoliche, noccioli di pesco, albicocco e ciliegio, latte, parti verdi della patata, bastoncini di semi e frutta (troppo dolci), proteine e grassi animali (carne e pesce)

 

 E SE IL MIO PAPPAGALLO VUOLE MANGIARE SOLO SEMI?

 

1)      Non eliminare improvvisamente i semi, ma eseguire un cambio graduale di alimentazione.

 

2)      Mangiare di fronte al pappagallo frutta e verdura e provare ad offrirglieli; spesso i pappagalli imparano per imitazione.

 

3)      Offrire prima il nuovo alimento e solo in un secondo momento i semi. Non lasciare a digiuno l’animale: un digiuno di uno –due giorni può essere fatale per il pappagallo!

 

4)      In commercio esistono gli estrusi, alimenti che offrono al pappagallo che non mangia frutta e verdura, un corretto apporto di vitamine e minerali: mischiare l’estruso insieme all’abituale mangime del pappagallo affinché si abitui al sapore.

 

5)      Se la cocorita accetta l’estruso, ridurre gradualmente i semi.

 

6)      Bisogna avere tanta pazienza: a volte far accettare un nuovo alimento ad un pappagallo può richiedere mesi e mesi di lavoro!

 

 

RIPRODUZIONE

 

La maturità sessuale avviene dopo i 6 mesi d’età, ma sarebbe bene far riprodurre il pappagallo ondulato dopo l’anno d’età, quando il loro corpo e il metabolismo si sono rafforzati maggiormente.

Il comportamento riproduttivo inizia a manifestarsi con fotoperiodo positivo: quando cioè aumentano le ore di luce e di calore; in condizioni di allevamento naturale coincide con la primavera e si può protrarre fino all’autunno. E’ bene collocare nella gabbia un nido per coppia e stare attenti che esista lo stesso numero di femmine e di maschi: altrimenti la competizione per una stessa femmina potrebbe causare lotte e aggressioni tra maschi.

Dopo l’accoppiamento, la femmina può deporre fino a 5-6 uova a distanza ciascuna di 48 ore e non lascia il nido fino alla schiusa che avviene dopo circa 20 giorni. Durante la cova il maschio si prende cura della femmina, alimentandola tramite rigurgito.In un anno la femmina può arrivare a deporre 2-3 covate. Attenzione pertanto a non far indebolire troppo la femmina! Una volta nati, i piccoli di cocorita vengono alimentati dalla madre e svezzati dopo circa due mesi. In questo periodo fornire ai genitori cibo in abbondanza e non separarli dai piccoli finche non si è certi che i nuovi nati siano autosufficienti.

 

 

IL SOGGETTO SANO E QUELLO MALATO

 

Il nuovo pappagallo dovrà essere sottoposto ad una  prima visita veterinaria con un Veterinario specialista in Medicina Aviare per conoscere le sue esigenze e soprattutto il suo stato di salute: esistono molte malattie gravi come la psittacosi che si possono manifestare in un secondo tempo. E’ bene dunque prevenire e conoscere prima come sta il vostro pappagallo. In seguito alla  prima visita è bene far controllare il vostro pappagallino almeno una volta all’anno da un Veterinario specialista in Medicina Aviare, affinché monitoriate insieme costantemente lo stato di salute della vostra cocorita.

Ricordate che i pappagalli sono prede in natura! Il loro comportamento li porta a celare il più possibile eventuali sintomi di malattia per non “farsi scoprire deboli” da un probabile predatore. E’ bene pertanto non indugiare e aspettare troppo tempo quando il vostro pappagallo vi sembra “diverso dal solito”; spesso un sintomo manifesto nasconde una malattia che era già presente da tempo.

Quando perciò  vi sembra che la vostra cocorita abbia un piumaggio più arruffato del solito e non dedichi più del tempo alla pulizia delle piume, inizi ad essere molto sonnolenta e a diminuire la vocalizzazione, portatela per un controllo.

Ricordate che prevenire è meglio che curare!

 

 

Dr.ssa Marta Bonfanti DVM