CALOPSITTA   (Nymphicus hollandicus)

 

Grandezza: 30-32 cm            Età media: 10- 15 anni             

 

Origine: Australia, aree aride, semi aride, ma sempre in prossimità dell’acqua.

 

La calopsitta è il più piccolo rappresentante della famiglia dei Cacatuidi e come tutti i cacatua porta una cresta erettile sulla testa.

La colorazione del piumaggio originale (colorazione ancestrale) è prevalentemente grigia. In seguito all’allevamento in cattività sono comparse diverse colorazioni: lutino, cinnamon, faccia bianca, faccia gialla, perlata, oliva, pastello…

Oltre alla cresta, come tratto distintivo sicuramente spicca la presenza di una macchia arancione su ciascuna guancia, di colore più acceso nei maschi e più attenuato nelle femmine. La coda invece, molto lunga, costituisce circa la metà della lunghezza totale del corpo.

In natura vive in gruppi da poche decide di individui a centinaia, ha un carattere socievole e poco aggressivo. È curioso, vivace e molto chiassoso, per attirare l'attenzione o difendere il proprio territorio emette grida acute.

 

GESTIONE IN CASA:

 

Ha un carattere docile e ama la compagnia, se decidete di prenderlo con voi in casa pensate ad offrirgli molto del vostro tempo a disposizione e/o di prendergli un compagno.

Premettendo che tutti gli uccelli necessitano di ampi spazi e della possibilità di volare fuori dalla gabbia in sicurezza, la gabbia dovrebbe avere come dimensioni minime 75 cm di lunghezza x 80 cm di larghezza x 90 cm di altezza per singolo individuo e non essere in piombo, zinco o rame (materiali tossici.)

Scegliete gabbie rettangolari che permettano alla calopsitta di muoversi in lungo e in largo e non quelle rotonde che limitano la possibilità di movimento.

E’ bene far uscire nell’ambiente domestico il vostro pappagallo più volte al giorno.

L’ambiente ovviamente dovrà essere reso sicuro da eventuali pericoli (fuga, eventuali  traumi, annegamenti e ustioni su fonti di calore).

Molti esperti raccomandano di posizionare posatoi naturali provenienti da alberi non trattati, come alberi da frutto, di nocciolo, di salice, di tiglio, di faggio o di betulla per fornire al pappagallo l’esercizio di movimento su superficie diverse e di usura del becco.

I posatoi di carta vetrata e quelli di plastica non sono raccomandati in quanto possono provocare lesioni alle zampe e, nonostante siano lavabili e riusabili, costringono il pappagallo a rimanere sempre sulla stessa superficie, impedendogli di svolgere l’attività naturale di usura del becco.

Quando acquistate un nuovo pappagallo non pretendete di prenderlo subito in mano e di liberarlo, non è un giocattolo! Sarà spaventato e confuso per il nuovo cambio di ambiente.

Dovrete perciò avere pazienza e dargli del tempo prima di conquistare la sua fiducia: collocate la gabbia  in una posizione sopra elevata, in un punto dell’appartamento che frequentate spesso così che la vostra calopsitta vi veda il più possibile e incominci pian pianino a tranquillizzarsi della vostra presenza.

Lasciatelo riposare di notte almeno 9-10 ore per simulare il corretto ciclo sonno-veglia che avrebbe in natura e non provocargli ulteriore stress e disturbi comportamentali.

Potete addobbare la gabbia con giochi e altri passatempi specifici per calopsitte; l’importate è che non siano oggetti di metallo che il pappagallo potrebbe rompere con il suo becco e ingerire ed avere una grave  intossicazione.

Offrite poi quotidianamente alimenti graditi dalle vostre mani e vedrete che giorno dopo giorno la calopsitta acquisterà sempre più fiducia e salirà sulla vostra mano.

Solo dopo questi passaggi sarà possibile portare fuori dalla gabbia per esercizi di volo e di gioco il vostro pappagallino.

 

 

ATTENZIONE: Non  collocate la gabbia vicino a finestre e correnti d’aria, né in cucina per possibili fumi tossici provenienti da padelle bruciate (soprattutto quelle in teflon) e altre sostanze pericolose per la calopsitta

Attenzione anche alla possibile convivenza con altri animali domestici, come cane e gatto e altri pappagalli di taglia più grande.

Vegliate sempre sul vostro animale quando decidete di portarlo fuori dalla gabbia!

 

 

ALIMENTAZIONE

 

Una corretta alimentazione è fondamentale per la salute della vostra calopsitta.

In commercio esistono numerose miscele di semi e spighe di semi per calopsitte; bisogna evitare quelle con l’aggiunta di coloranti, aromi e conservanti e le miscele contenenti semi di girasole e zucca.

La razione di semi deve contenere in prevalenza miglio, scaiola, panico, avena e in minima parte lino e canapa.

Oltre ai semi offrire sempre e insistere nel far mangiare al pappagallo, frutta, verdura di stagione e anche erbe prative come la piantaggine, il tarassaco o la malva, raccolte lontano da strade trafficate e inquinate.

Tutta la frutta può essere offerta al pappagallo ad eccezione dell’avocado che contiene una tossina tossica e non eccedere in agrumi, kiwi e uva.

Anche tutti i vegetali si possono somministrare al pappagallo, ad eccezione del prezzemolo, patata cruda, cipolla e aglio.

 

 

 

FRUTTA COMMESTIBILE PER LA CALOPSITTA

VERDURA COMMESTIBILE PER LA CALOPSITTA

Mela, pera, banana, agrumi e kiwi in piccole quantità, caco, melograno, uva in piccole quantità, fragola, frutti di bosco, melone, anguria con semi, ciliegie prive di nocciolo, pesca e albicocca prive di nocciolo, fichi…

Cicoria, tarassaco, valeriana, rucola, radicchio rosso e variegato, lattuga romana, catalogna, finocchio, carote, zucchine, sedano, erbette, spinaci, broccoli, cetrioli, peperoni con semi e peperoncini piccanti con semi…

 

               

 

Alimenti dannosi per gli uccelli:

 

avocado, prezzemolo, aglio, cipolla, cioccolato, caffeina, bevande alcoliche, noccioli di pesco, albicocco e ciliegio, latte, parti verdi della patata, bastoncini di semi e frutta (troppo dolci), proteine e grassi animali (carne e pesce)

 

Nella gabbia quindi, oltre a posizionare mangiatoie pulite che riempirete di semi, frutta e verdura quotidianamente, in modo tale da controllare ogni giorno che la razione sia stata consumata e che l’animale non risulti inappetente, bisognerà inserire un beverino o una ciotola con acqua sempre fresca, posatoi di legno naturale e giochi appropriati.

 

 E SE IL MIO PAPPAGALLO VUOLE MANGIARE SOLO SEMI?

 

1)      Non eliminare improvvisamente i semi, ma eseguire un cambio graduale di alimentazione.

 

2)      Mangiare di fronte al pappagallo frutta e verdura e provare ad offrirglieli; spesso i pappagalli imparano per imitazione.

 

3)      Offrire prima il nuovo alimento e solo in un secondo momento i semi. Non lasciare a digiuno l’animale: un digiuno di uno –due giorni può essere fatale per il pappagallo!

 

4)      In commercio esistono gli estrusi, alimenti che offrono al pappagallo che non mangia frutta e verdura, un corretto apporto di vitamine e minerali: mischiare l’estruso insieme all’abituale mangime del pappagallo affinché si abitui al sapore.

 

5)      Se la cocorita accetta l’estruso, ridurre gradualmente i semi.

 

6)      Bisogna avere tanta pazienza: a volte far accettare un nuovo alimento ad un pappagallo può richiedere mesi e mesi di lavoro!

 

 

RIPRODUZIONE

 

La calopsitta raggiunge la maturità sessuale a circa 18-20 mesi d’età e in natura si riproduce dopo la stagione delle piogge, in cavità all’interno degli alberi di eucalipto.

In seguito ad una fase di corteggiamento, avviene l’accoppiamento e la femmina dopo una decina di giorni inizia a deporre da 3 a 7 uova con intervalli di 1-2 giorni l’una dall’altra.

Sia il maschio che la femmina covano a turno le uova e dopo 20-21 giorni si ha la schiusa.

I piccoli vengono imboccati dai genitori e possono lasciare il nido dopo una trentina di giorni, ma possono continuare ad essere alimentati dai genitori fino a 8-10 settimane di età.

 

CURE VETERINARIE

 

E’ consigliato portare a controllo da un Medico Veterinario specializzato in Medicina Aviare almeno una volta all’anno la vostra calopsitta in modo da controllare il suo stato di salute e da prevenire eventuali malattie.

Ricordate che i pappagalli sono prede in natura! Il loro comportamento li porta a celare il più possibile eventuali sintomi di patologia per non “farsi scoprire deboli” da un probabile predatore. E’ bene pertanto non indugiare e aspettare troppo tempo quando il vostro pappagallo vi sembra “diverso dal solito”; spesso un sintomo manifesto nasconde una malattia che era già presente da tempo.

Se perciò la vostra calopsitta dovesse iniziare a starnutire, dormire di più, avere le piume arruffate, non mangiare o altro, dirigetevi subito dal vostro Veterinario Aviare di fiducia.

 

 

Dr.ssa Marta Bonfanti DMV